Dall'Europa critiche al Cav., il Pdl fa saltare il confronto tv
Niente accordo sul confronto tv sulla Rai tra i candidati premier previsto per il prossimo sabato. A quanto si apprende, mentre il Pd e Pierluigi Bersani hanno confermato la disponibilità al faccia a faccia con tutti gli aspiranti premier, il Pdl avrebbe detto no a questa ipotesi richiamando il regolamento della Vigilanza Rai che prevede la partecipazione al confronto dei soli leader di una coalizione (non quindi Beppe Grillo per il Movimento 5 stelle, Antonio Ingroia per Rivoluzione Civile e Oscar Giannino di Fare per fermare il declino). Tuttavia la condizione posta dal Pd era appunto la presenza anche di questi candidati. Leggi Il mito del recupero del Cav. tra realtà, sondaggi e fifa Pd
22 AGO 20

Niente accordo sul confronto tv sulla Rai tra i candidati premier previsto per il prossimo sabato. A quanto si apprende, mentre il Pd e Pierluigi Bersani hanno confermato la disponibilità al faccia a faccia con tutti gli aspiranti premier, il Pdl avrebbe detto no a questa ipotesi richiamando il regolamento della Vigilanza Rai che prevede la partecipazione al confronto dei soli leader di una coalizione (non quindi Beppe Grillo per il Movimento 5 stelle, Antonio Ingroia per Rivoluzione Civile e Oscar Giannino di Fare per fermare il declino). Tuttavia la condizione posta dal Pd era appunto la presenza anche di questi candidati.
Nel frattempo il leader del Pdl Silvio Berlusconi è stato nuovamente oggetto delle critiche europee. Il Commissario europeo all'economia, Olli Rehn, ha infatti accusato l'ex premier di aver soffocato la crescita in Italia. Nel corso di un'audizione all'Europarlamento, Rehn ha sostenuto che, tra agosto e novembre 2011, "il governo Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni presi in estate con l'Europa e in questo modo ha soffocato la crescita economica italiana". Ciò ha portato "alla fine del governo Berlusconi e alla formazione del governo di Mario Monti che poi è riuscito a stabilizzare la situazione in Italia".
Un affondo al Cavaliere, dunque, e un assist al premier uscente, Mario Monti. Ma la replica non si è fatta attendere ed è arrivata dal segretario del Pdl, Angelino Alfano: "E' inaccettabile – ha sostenuto il segretario – che Olli Rehn, vicepresidente di un'istituzione indipendente quale la Commissione Europea, intervenga nella campagna elettorale di uno Stato membro, peraltro con affermazioni false, tecnicamente sbagliate e facilmente smentibili. Una così chiara interferenza mette a repentaglio l'immagine della Commissione europea e incentiva il populismo e i sentimenti antieuropeisti in un momento delicato nei rapporti tra UE e opinioni pubbliche nazionali".
Un affondo al Cavaliere, dunque, e un assist al premier uscente, Mario Monti. Ma la replica non si è fatta attendere ed è arrivata dal segretario del Pdl, Angelino Alfano: "E' inaccettabile – ha sostenuto il segretario – che Olli Rehn, vicepresidente di un'istituzione indipendente quale la Commissione Europea, intervenga nella campagna elettorale di uno Stato membro, peraltro con affermazioni false, tecnicamente sbagliate e facilmente smentibili. Una così chiara interferenza mette a repentaglio l'immagine della Commissione europea e incentiva il populismo e i sentimenti antieuropeisti in un momento delicato nei rapporti tra UE e opinioni pubbliche nazionali".